In un’intervista a Class CNBC, Giorgio Prodi, docente Unimore, legge l’evoluzione del mercato cinese attraverso la crescente forza competitiva delle sue imprese. Secondo Prodi, per le aziende italiane il nodo non riguarda più soltanto le barriere istituzionali, ma la capacità dei concorrenti cinesi di rafforzarsi in molti dei settori in cui l’Italia è competitiva, grazie a investimenti in ricerca e sviluppo, filiere concentrate e supply chain sempre più solide.
Di fronte a questo scenario, il docente invita a guardare oltre le risposte protezionistiche. La sfida, per l’Europa e per l’Italia, è investire con decisione nei comparti più innovativi, rafforzando la capacità industriale e tecnologica senza rinunciare all’apertura dei mercati.
