Giuslavorista presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, Marco Biagi era uno studioso rigoroso, con uno sguardo sempre rivolto all’Europa; credeva che il diritto del lavoro non dovesse essere statico e segmentato ma uno strumento vivo, capace di accompagnare i cambiamenti economici e sociali senza perdere la funzione di tutela della persona. Il suo lavoro si è concentrato su un nodo cruciale: come difendere i lavoratori in un mondo del lavoro che stava rapidamente cambiando. Globalizzazione, nuove tecnologie, flessibilità, precarietà: erano questi i temi affrontati da Biagi, convinto che riformare non significasse indebolire i diritti ma renderli effettivi anche per chi ne era escluso. E oggi noi abbiamo, come sostiene la sorella Francesca, il dovere di ricordarlo per ciò che è stato davvero: non un simbolo astratto, ma un uomo giusto, un servitore dello Stato.
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