L’edizione del 19 marzo de Il Riformista ricorda, a 24 anni dalla sua scomparsa, l’eredità di Marco Biagi, professore dell’Università di Modena dove insegnava Diritto del Lavoro e delle Relazioni industriali, nonché consigliere del Ministro del Lavoro, Roberto Maroni. Quando venne assassinato, Biagi aveva coronato le aspirazioni del suo impegno culturale fino a quel momento: non limitarsi a studiare e ad insegnare il diritto del lavoro, ma divenirne un protagonista della sua evoluzione in qualità di consigliere del governo e del legislatore. Nonostante le minacce a cui era sottoposto, Biagi rimase sempre fermo nelle sue convinzioni, difese le sue idee e le raccolse nel Libro Bianco e nel ddl, che prese il suo nome. Oggi Marco continua a vivere con noi, con la moglie che ne ha coltivato la memoria nella Fondazione a lui dedicata a Modena, con i suoi allievi (Michele Tiraboschi ed altri) che hanno portato avanti, a Bergamo, Adapt, la scuola promossa a Modena da Biagi, oggi centro culturale e fucina di talenti nello studio internazionale delle relazioni industriali.
