Uno studio internazionale coordinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, pubblicato su JAMA Neurology, evidenzia che nella sindrome NORSE criptogenetica il danno neuronale acuto è più esteso e rapido rispetto ad altre forme di stato epilettico. Analizzando biomarcatori come il neurofilamento leggero, i ricercatori hanno osservato livelli significativamente più elevati nei pazienti affetti, con un incremento già nelle prime settimane dall’esordio delle crisi. I risultati indicano un processo di degenerazione neuronale particolarmente aggressivo e suggeriscono una finestra terapeutica molto breve, utile per interventi tempestivi e per l’uso del neurofilamento come possibile marker clinico.
