L’articolo ricostruisce la vicenda dei cosiddetti “ciechi di Colloro”, frazione di Premosello che a fine Ottocento registrava la più alta incidenza di cecità in Europa. Già nel 1891 l’oculista Giuseppe Albertotti, docente dell’Università di Modena, si recò sul posto per studiare il fenomeno utilizzando l’oftalmoscopio, allora strumento all’avanguardia, individuando segni di retinite pigmentosa tra gli abitanti. Oggi nuove ricerche genetiche condotte dall’Università di Pavia hanno identificato nella mutazione del gene Crb1 la causa ereditaria della malattia, confermando l’origine genetica del fenomeno osservato oltre un secolo fa.

https://www.lastampa.it/verbano-cusio-ossola/2026/03/11/news/ciechi_colloro_mistero_gene_dna-15539718

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