L’Università di Pisa ha messo a punto una tecnologia digitale sottocutanea capace di rilevare il glucosio nel sangue e i marcatori dell’Alzheimer, enzimi e proteine, presenti nel corpo anche venti anni prima dell’insorgere dei sintomi e che quindi consentirebbero diagnosi e interventi precoci. Il progetto è appena partito e vede la partecipazione, oltre che dell’Università di Pisa, dell’Azienda Ab Medica, dell’Ospedale Universitario della Charité di Berlino e delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Dublino.
