Minuscoli aghi digitali penetrano sottopelle in modo indolore e non invasivo per rilevare in tempo reale informazioni sullo stato biochimico del corpo, come concentrazione di glucosio, pH, o la presenza di enzimi o proteine specifici. Gli aghi si “accendono” o meno a seconda della presenza e della concentrazione della sostanza che devono rilevare, formando un QRcode scansionabile con una app. Coordinata dall’Università di Pisa, la ricerca coinvolge anche l’Università di Modena e Reggio Emilia nell’ambito del progetto europeo ALERT, finalizzato a individuare marcatori dell’Alzheimer molti anni prima dell’insorgenza dei sintomi.
